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Beverage Ho.Re.Ca.Beverage Ho.Re.Ca.Riaprire prima in sicurezza e sostenere la filiera

Italgrob 30/04/2020

Il lungo periodo di Lockdown con la chiusura di tutti i locali ha di fatto azzerato la liquidità lungo tutta laIl lungo periodo di Lockdown con la chiusura di tutti i locali ha di fatto azzerato la liquidità lungo tutta lafiliera Horeca.

Con la riapertura dei locali alla data ipotizzata del 1° giugno la perdita secca lungo tutta la filieraè stimata a 20 miliardi di euro.Come per altri settori, è necessario anticipare la riapertura con le doverose misure di protezione e didistanziamento sociale, nonché pensare come aiutare una Fase 2 che, senza turismo e limitazioni varie,rischia di non produrre benefici economici, ma solo costi. La filiera Horeca, con il suo indotto di almeno unmilione e duecentomila occupati, 320 mila pubblici esercizi, 5000 aziende di distribuzione e centinaiadi produttori, è letteralmente in ginocchio.Alla luce di questo inevitabile tracollo, le principali Associazioni fra i produttori di birra, bevande e acqueminerali (AssoBirra, Assobibe e Mineracqua) destinate al canale Horeca e la Federazione Italgrobrappresentativa della categoria dei distributori del Food & Beverage, pongono all’attenzione del Governo legravi criticità e allo stesso tempo chiedono:1. TORNARE A LAVORARE e quindi anticipare al 18 maggio l’apertura dei locali Horeca (Bar eRistoranti), con protocolli di sicurezza e misure di distanziamento a tutela di lavoratori e clienti.2. AIUTARE LE IMPRESE SU COSTI e LIQUIDITA’ con:• l’aumento del plafond per il credito d’imposta legato alla sanificazione dei luoghi e deglistrumenti di lavoro.• l’estensione a 20 anni del periodo per la restituzione dei finanziamenti previsti dal DecretoLiquidità.• un indennizzo a fondo perduto pari al 50% del fatturato dei mesi di lockdown (marzo, aprilee maggio) oppure del 20% del fatturato dell’anno precedente.• Prevedere un credito di imposta per i crediti inesigibili derivanti dalla crisi COVID-193. SOSTENERE LA RIPRESA con una riduzione dell’aliquota IVA dal 22% al 10%, sui prodottiBeverage del fuori casa, al fine di incentivare i consumi nei prossimi mesi.Il mercato del fuoricasa italiano che a fine 2019 ha sviluppato un giro di affari complessivo di 86 miliardi,pari all’8% dei consumi totali delle famiglie (Alimentari non alimentari e servizi).E’ uno degli assi portanti dell’economia del Paese, un emblema del made in Italy, fattore di attrazione turisticaal pari del grande patrimonio architettonico paesaggistico, artistico e culturale che vanta il nostro Paese.E’ un dovere di tutti proteggerlo e rilanciarlo, Assobirra, Assobibe, Mineracqua e Italgrob insieme alle aziendeche rappresentano, sono pronte ad attuare ogni possibile azione per sostenere il settore. Un settore che tradistribuzione e pubblici esercizi da lavoro a circa 1,2 milioni di persone a cui si aggiungono le decine di migliaiadi posti di lavoro delle aziende di produzione del Food & Beverage.Posti di lavoro estremamente a rischio se non si interviene con misure urgenti ed adeguate.In questo difficilissimo momento è necessaria l’intervento concreto dello Stato per superare la crisi inatto e rilanciare le prospettive di un settore vitale, sia dal punto di vista economico che sociale.Qui di seguito le dichiarazioni si riportano le dichiarazioni dei Presidenti:Michele Cason, Presidente di AssoBirra, sottolinea come “il settore birrario sostiene con forza la richiestadell’intera filiera dell’industria delle bevande, di anticipare il prima possibile, naturalmente nel rispetto deiprotocolli di sicurezza, la riapertura del canale della ristorazione, non oltre il prossimo 18 maggio.Contestualmente, nell’ambito della forte pressione fiscale che già oggi il comparto birrario subisce e su cuigrava anche in aggiunta la più alta delle aliquote IVA, chiede che almeno per quanto riguarda i prodotti delsettore bevande del canale Ho.Re.Ca. l’aliquota possa essere ridotta dall’attuale 22 al 10%, per incentivare laripresa dei consumi.”Vittorio Cino, Presidente di ASSOBIBE, evidenzia che “Il fuori casa per il settore bevande analcolicherappresenta ca il 40% del fatturato del settore; pertanto preoccupa molto il perdurare del blocco di questocanale e delle difficoltà che si ripercuotono nella filiera. Servono rassicurazioni subito per poter ripartire, conle dovute precauzioni per la sicurezza di tutti, e per affrontare una realtà che non sarà normale per un lungoperiodo. Non possiamo permetterci una visione di breve periodo sulle attività economiche che, ricordo,generano posti di lavoro. Auspichiamo quindi interventi fiscali che liberino risorse per imprese e consumatori,lavorando anche sulle aliquote IVA che per la maggior parte degli alimenti è al 4 o 10% rispetto al 22% delbeverage.”Enrico Zoppas, Presidente di Mineracqua chiede che, nel rispetto dei protocolli di sicurezza, possanoessere concesse misure eccezionali e contingenti per rilanciare i consumi “fuori casa” delle nostre acqueminerali naturali, emblema del made in Italy, e nel contempo dare adeguate garanzie occupazionali ailavoratori della filiera.Vincenzo Caso, Presidente di Italgrob evidenzia “come la prolungata chiusura del mercato Horeca abbia difatto azzerato la liquidità lungo la filiera, dove gli operatori più danneggiati sono proprio i distributoriimpossibilitati ad incassare anche i crediti pregressi al lockdown. Far riaprire i locali è una priorità, ma nelrispetto di quella sicurezza che comunque imporrà nuovi e pesanti costi. È pertanto assolutamente necessario– ribadisce Caso - che vengano riconosciuti adeguati crediti di imposta, sia per gestire i nuovi protocolli disicurezza, ad esempio per la sanificazione degli impianti spina, sia per recuperare in parte crediti oramaiinesigibili. Se il Governo non interviene prontamente sono a rischio chiusura almeno 500 aziende didistribuzione, un danno incalcolabile per tutto il sistema HoReCa.”

 

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